ESPERIENZA IN AFRICA DI MARIACHIARA, SILVIA E VANESSA

Tante volte nella nostra mente abbiamo sognato e progettato di fare un viaggio in Africa, e
pensare di averlo veramente fatto sembra ancora incredibile!
Ci siamo conosciute durante l’università di scienze infermieristiche ma solo negli ultimi mesi
precedenti alla laurea abbiamo iniziato a parlare di una possibile esperienza ospedaliera in Africa
e così per caso, siamo entrate in contatto con l’associazione Le Gocce. Siamo rimaste subito
colpite dal progetto che Anna e Fabio hanno iniziato a costruire a lfakara e dopo qualche
settimana abbiamo deciso di partire insieme alla loro associazione.
La nostra esperienza a lfakara è stata molto più che positiva, potremmo dire perfetta.
L’accoglienza e la disponibilità riservateci da tutti i sacerdoti in parrocchia, in particolare dal
parroco Ospizio, per il quale eravamo watoto lako italiano, per don Castor il quale ci ha fatto
conoscere diverse realtà come l’orfanotrofio di Mbingu, il centro dei disabili di lfakara e i frati
cappuccini e Padre Vitalis sono state uniche ed inappagabili a parole.
Per poco più di un mese la nostra vita è stata catturata dal St. Francis Hospital.
Ognuna di noi ha deciso di stare due settimane in un reparto per poi ruotare verso un altro, principalmente avevamo deciso di stare in medicina interna, sala operatoria, piccola sala chirurgica e sala parto.
Ci siamo buttate in una realtà completamente diversa da quella a cui eravamo abituate, dove le
“brutte storie” abbondano rispetto ai “lieto fine” e bisogna dire che si può avere tutta la
preparazione che si desidera ma non si è mai veramente pronti per un’esperienza del genere .
Lasciati da parte i preconcetti sul personale che lavorava e su come debba essere fatto l’ambiente
ospedaliero per noi, possiamo dire di aver imparato tanto, di esserci realmente messe in gioco,
con persone non solo di lingua e di studi diversi, ma. soprattutto di cultura. Questa volta le diverse
eravamo noi, le wazμnge, ma con tanta umiltà e forza di volontà siamo riuscite a trovare il nostro
posto e il risultato è stata una grande crescita a livello umano e professionale.
Dalle donne partorienti abbiamo imparato la forza psicologica e fisica nell’affrontare il parto e nella cura dei propri figli; dai familiari che attendevano l’orario di visita l’umiltà e la pazienza; e dai bambini il coraggio.
Ovviamente sarebbe banale dire che momenti di rabbia, sconforto e sconcerto non ci
siano stati di fronte a prestazioni, parole o gesti compiuti dal personale, ma è profondamente
difficile, forse impossibile, e sicuramente non spetta a noi giudicare il giusto o sbagliato, poter
comprendere appieno un mondo che è realmente distante da tutto ciò che per è la “normalità”.
Sono tante le persone che abbiamo conosciuto, il calore e l’affetto dimostrateci sono stati unici. In
particolare Jessica ed Elisa, amiche prima di tutto, e colleghe, sempre pronte ad accompagnarci
all’interno dell’ospedale, a consigliarci e soprattutto a condividere con no.i momenti meravigliosi.
La piccola realtà di lfakara è entrata silenziosamente nel nostro cuore, e lì rimarrà; perché il colore,
il calore, i piccoli e grandi disagi, gli inconvenienti, i sorrisi, gli abbracci troveranno sempre posto
nei nostri ricordi. Se qualcuno ci dicesse: tornereste ad lfakara o in Africa? La nostra risposta
sarebbe senza ombra di dubbio si!

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