IFAKARA

Ifakara è una piccola e disordinata cittadina distrettuale situata sulla rotta tra Mikumi (parco nazionale) e Mahenge (a circa 430 km da Dar Es Salaam). E’ il punto di passaggio per raggiungere le altre città e paesi della Tanzania.
Nel centro della città la maggior parte delle abitazioni sono in mattoni con tetti in lamiera mentre in periferia, che è la parte più abitata, aumentano le case di fango con il tetto in paglia o frasche di palma di cocco.
In città sono presenti bar, ristoranti, negozi, un mercato, un ufficio postale, una banca, un ospedale e un centro di ricerca per la malaria.

Il St. Francis Hospital si trova nel centro di Ifakara ed è l’unico polo chirurgico nel raggio di oltre 100 chikometri. Ha una capacità di 350 posti letto ed è strutturato lungo un corridoio centrale che collega i vari reparti che si sviluppano ai suoi lati.
All’interno dell’ospedale ha sede l’Ifakara Health Institute, centro privato che si occupa della ricerca per malaria e HIV, finanziato da una casa farmaceutica svizzera in collaborazione con l’ospedale stesso.
L’ospedale offre i propri servizi all’intero Distretto del Kilombero ad una popolazione di oltre 430.000 abitanti.
Il Saint Francis è in grado di svolgere funzioni di dipartimento chirurgico, medico e materno infantile.
Ha un’unità operativa di terapia intensiva e post-intensiva, due sale operatorie sufficientemente attrezzate e altre tre sale operatorie per piccoli interventi.
L’ospedale dispone di una unità di dialisi con due posti letto che non sempre viene utilizzata dati i costi elevati del materiale impegato.

Dal settembre 2010 l’ospedale è divenuto Clinica Universitaria.

Nel comune di Ifakara ci sono 17 scuole elementari, frequentate da circa 15.000 bambini, sei scuole secondarie ed un vocational training (istituto professionale per sarte).
La stima degli abitanti che popolano la città si aggira attorno a 80.000 unità, di cui il 70% sono cattolici, il 26% di musulmani, il 3% cristiano-evangelici, l’1% di altre religioni.
La maggior parte degli abitanti è composta da piccoli agricoltori e la loro sopravvivenza è fortemente condizionata da una situazione climatica molto variabile con alternanza di periodi di grandi piogge a lunghi periodi di siccità.
Vista la fertilità del terreno, l’economia della città, pur precaria, è basata prevalentemente dalla coltivazione e dalla vendita di prodotti agricoli (patate, banane, mais, riso, fagioli), e dalla vendita di pesci pescati nel fiume Kilombero.
La stagione delle piogge va da dicembre a maggio mentre la stagione secca comincia nel mese di giugno e termina in novembre. La stagione secca rappresenta il periodo in cui una piccola parte del raccolto è venduta per avere denaro per comprare i beni di sussistenza mentre il resto viene conservato come scorta di cibo per tutto l’anno. Le scorte non sono tuttavia sufficienti a garantire una copertura dei bisogni alimentari e le famiglie non riescono a garantire una alimentazione corretta e regolare ai bambini.
Le famiglie hanno inoltre difficoltà a provvedere alle spese scolastiche. Alcuni bambini iniziano la scuola con grande ritardo (dopo i dieci anni) e molti la abbandonano prima di terminare il ciclo di studi.
La popolazione che vive sotto la soglia della povertà raggiunge il 60%.

La Parrocchia di Ifakara, Chiesa di St.Andrew, è una delle prime chiese fondate dai missionari Benedettini ed è situata nel centro della città.
Comprende 48.000 abitanti, di cui 30.000 cattolici, e possiede quattro chiese decentrate.

MAHENGE

La diocesi di Mahenge (in latino: Dioecesis Mahengensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell’arcidiocesi di Dar-es-Salaam. Nel 2012 contava 200.000 battezzati su 277.221 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Agapiti Ndorobo.

Territorio
La diocesi comprende parte della regione di Morogoro in Tanzania.
Sede vescovile è la città di Mahenge.
Il territorio è suddiviso in 19 parrocchie.

KIKWAWILA

Kikwawila è un villaggio distante 17 Km a nord da Ifakara. La popolazione, circa 340 famiglie, vive di attività agricola. Il terreno è di grande variabilità, essendo fertile nelle zone di origine alluvionale, ma di potenziale ridotto nella parte di origine non-alluvionale.

I campi sono coltivati senza alcuna meccanizzazione.
In questo villaggio è presente un dispensario di recente costruzione, gestito da suore indiane la cui responsabile è Syster Deepthy Jose, e un orfanotrofio gestito da un sacerdote indiano, Father Selvanathan.

MBASA

Crediamo che l’unico modo per realizzare davvero qualcosa sia quello di procedere per piccoli passi:
con progetti che partono da richieste provenienti dal luogo di intervento, con iniziative che sappiamo di poter iniziare e terminare, con promesse che sappiamo di poter mantenere, alimentando speranze che sappiamo di poter trasformare in certezze.

Un pozzo, un’adozione, il riso per orfanotrofi, piccole apparecchiature per ospedale, la cancelleria per una scuola, il denaro per riparare un tetto. Perché è proprio così che è iniziato il nostro viaggio: una piccola goccia alla volta, una dopo l’altra, e passo dopo passo vogliamo continuare.